venerdì 21 luglio 2017

RECENSIONE: SPIRAL di Monica Lombardi

TITOLO: SPIRAL


SERIE: GD Team #3


AUTORE: Monica Lombardi


PUBBLICAZIONE: 22 giugno 2015 Emma Books


VOTO: 5 Stelle













Ariel Levy, detto Digger, ha sempre difeso la sua privacy anche dagli altri membri del Team: non è una scelta, è qualcosa che deve fare. La sua famiglia è stata smembrata, due volte, e ora Digger teme che anche quella sorella che, da bambina, teneva il suo cuore tra le mani, possa essere in pericolo. 

David G. Langdon rientra alla base dopo gli eventi che hanno sconvolto la vita della sua Alex. Il Team è ancora alla ricerca dell’Olandese, sospettato di essere il responsabile dell’attentato in cui anche GD ha rischiato la vita. L’uomo finora senza volto si è macchiato di un nuovo delitto, ma continua a scivolare tra le maglie della rete che il Team cerca invano di stringere attorno a lui, rimanendo nell’ombra. 

I misteri attorno al Team si infittiscono. Per avere risposte, GD dovrà ancora una volta cercare nel passato, nel suo passato, e trovare nel presente alleati preziosi: una donna sopravvissuta a stento ai suoi due uomini, un soldato in cerca di un modo per curare una ferita forse insanabile. 
Il mondo del Team è pericoloso, ma può risolvere, può sanare.




Alla fine del secondo libro abbiamo lasciato il Team alle prese con un misterioso nemico e un puzzle da mettere insieme che riguardava Ariel Levy, aka Digger, e sua sorella Deborah.

Nel terzo libro mi aspettavo di trovare quindi la storia di Digger alla ricerca della sorella e nel frattempo di vedere sbocciare l'amore tra Dig e Meg. 

Le mie aspettative si sono avverate solo in parte, perché Monica Lombardi ancora una volta ha avuto il potere di sorprendermi!

Nel primo libro, Vertigo, e nel secondo libro, Free Fall, le storie d'amore erano incentrate su coppie ben definite. Quindi ho dato per scontato che in Spiral la coppia centrale fosse Ariel e Megan. Invece questo, e rubo le parole della stessa autrice, è il libro della famiglia Levy. Un libro corale dove si intrecciano le storie di tutti i componenti della famiglia.

Ed è un libro incredibile.

Viene rivelata la storia di Aaron, padre di Ariel e Deborah. Non voglio raccontare niente di questa parte, ma molte cose della vita di Digger trovano una spiegazione.

La parte centrale è dedicata alla storia di Irina, ex moglie di Aaron, madre di Deborah e matrigna di Ariel. 
Ho amato molto la sua storia perché lei è un personaggio fantastico. Una donna che all'inizio mi sembrava debole, fragile, la ritrovo e la scopro come una donna che la vita ha reso invece estremamente forte e determinata. Dotata di grande intelligenza, Irina ha attorno a sé quell'alone di mistero che la rende affascinante. Il suo atteggiamento sempre molto distaccato, quasi gelido, cela invece un'anima appassionata e passionale. 
Cosa dire poi dell'ex ispettore moscovita Konstantin Zukov, ora alle dipendenze di Langdon? Per questi due personaggi, non lo nascondo, mi piacerebbe rivedere sbocciare quella passione che hanno brevemente condiviso prima che Konstantin lasciasse Mosca (sospiro e occhi a cuoricino).
E poi ritroviamo Ariel e Megan. La loro storia, lo dico, avrà il suo lieto fine, ma non sarà sempre tutto rose e fiori tra loro. La situazione che Digger si trova ad affrontare è delicata, in gioco c'è la vita di sua sorella. La tensione è massima. Megan però è una tipa sveglia, di certo non si lascia scoraggiare. 
Arriviamo all'ultimo membro della famiglia Levy: Deborah. Bella e intelligente quanto il fratello, si trova purtroppo intrappolata in una situazione pericolosa. E il Team ancora una volta entra in azione, questa volta supportato da Paul Hogan... ops, scusate, Paul-tanta-roba-Hogan, membro dell'SAS di Sua Maestà. Deborah sarà per Hogan la sua missione.  
Non posso rivelare troppo, ma tra loro ci sono stati due momenti in particolare che ho amato: il primo mi ha fatto emozionare (non guarderò più un divano ottomano come prima...) e l'altro mi ha fatto versare qualche lacrimuccia. 
Non dimentichiamo che qui non c'è solo romance, ma c'è soprattutto azione e la caccia al cattivo questa volta si fa davvero dura. Derek Hunt è un cattivo cattivo, scaltro e spietato. La sua missione è personale, la peggiore, ed è quella di distruggere GD, ed è intenzionato a usare qualsiasi mezzo per raggiungere il suo scopo.

L'ultimo, ma non meno importante, è GD.  All'apparenza un po' in ombra, in realtà è sempre lui la mente macchiavellica del Team. Adesso che sa cose vuole il nemico, credo ne vedremo delle belle.
E il finale del libro è tutto suo, dove lui apre letteralmente una porta su un futuro che promette di essere ancora intrigante e intricato. 



 Un ringraziamento speciale va a Damiana, Federica de Selby e Monica Lombardi per avermi gentilmente concesso di postare le bellissime immagini da loro create. Grazie, le adoro!

2 commenti:

  1. Grazie Cristina! <3
    Questo è stato il libro delle sorprese, un po' anche per me. Irina e Konstantin dovevano essere personaggi secondari, invece mi hanno raccontato la loro storia che, come hai giustamente notato, occupa proprio il centro del romanzo.
    Quanto a Paul Hogan, ha attirato la mia attenzione fin da quando è entrato in scena, in Free fall. Così è entrato a pieno titolo nel mondo del Team <3
    Torneranno, tutti quanti. Molti di loro già nella novella "Miriam", gli altri nel gran finale, "Hard landing".
    E poi... e poi ne riparliamo più avanti :)
    Buona continuazione!

    RispondiElimina
  2. Grazie Monica. Quel "ne riparliamo più tardi" mi piace!!!!!

    RispondiElimina